13 Giugno 2017

Si apre la frontiera dell'Insurance Tech
Angela Maria Scullica

Il mondo delle assicurazioni italiano ha vissuto per anni in una sorta di “recinto” sicuro e protetto che ha garantito ai suoi pochi protagonisti continuità, rendimenti, stabilità. Un’“oasi felice” nella quale la concorrenza è stata bassa e, di conseguenza, pure l’inventiva, la creatività e la disposizione a porre il cliente al centro delle proprie azioni e politiche di marketing. Concetti come trasparenza, semplificazione dei contratti, customer satisfaction e via dicendo, al lato pratico non hanno mai trovato una loro effettiva e concreta applicazione nel campo assicurativo. Un “recinto” che le assicurazioni hanno voluto conservare a lungo resistendo, ben più delle banche, al cambiamento in atto. A differenza del settore assicurativo, quello bancario è andato invece incontro da tempo a un intenso processo di ristrutturazione: già a metà degli anni Novanta si era infatti cominciato a parlare di esuberi ed era emersa la necessità di tagliare i costi e di aumentare l’efficienza. Il modello assicurativo tradizionale, basato su una distribuzione multicanale che privilegia la componente umana fatta di agenti e broker ha sostanzialmente retto finora abbastanza bene l’urto dell’apertura dei mercati e del rinnovamento. Oggi però, con l’incalzare del progresso tecnologico, sta entrando, come in genere tutti gli schemi operativi, nella cosiddetta fase distruptive, nella quale buona parte, se non tutti, i paradigmi del passato non sono più riproponibili e la resistenza al cambiamento diventa una componente negativa. L’Intelligenza Artificiale e cioè la capacità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana, sta prendendo piede molto velocemente e nel giro di tre anni, si parla infatti del 2020,  potrebbe arrivare a sconvolgere usi, costumi, abitudini, modalità di relazionarsi col pubblico e via dicendo. Nel settore assicurativo abilita una serie di tecnologie, come la driverless car, i robo-advisor, le chatbot, i motori di ricerca, i blockchain, gli analytics che si traducono in una mole innumerevole di informazioni personalizzate gestite da macchine intelligenti e in grado di apprendere velocemente dall’esperienza. Macchine che potrebbero sostituire con estrema e moltiplicata efficienza una serie di funzioni e capacità attribuite finora all’uomo. Google, Amazon, Apple, Ibm, Yahoo, Facebook, Intel da tre anni a questa parte vi stanno già investendo con decisione. A partire dal 2015 hanno già acquistato oltre una ventina di aziende attive nel campo e il loro budget dedicato all’implementazione di queste tecnologie è in aumento. Il mercato d’altra parte è in espansione. Sono infatti sempre più numerose le start up di insurance tech nate negli ultimi tempi con l’obiettivo di avviare innnovative tecnologie chatbot che soddisfino il target dei nuovi consumatori millennial e post-millennial; un mercato con abitudini di acquisto on line alla ricerca dell’offerta migliore e pronto a rivolgersi immediatamente altrove, se non la trova o non si ritiene per qualche motivo soddisfatto. Spixii, tanto per citare qualche nome, fondata a Londra nel 2016 da due italiani e un francese, ha sviluppato un software che permette alle assicurazioni di entrare in contatto con i clienti attraverso Facebook, Messenger e Skype in modo che possano trovare in pochi minuti una risposta adeguata al proprio bisogno assicurativo; Insurify, sempre nel 2016, ha lanciato Evia (Expert Virtual Insurance Agent), un agente di assicurazione virtuale dotato di intelligenza artificiale che si propone di trovare la migliore assicurazione per l’auto usando una semplice foto della targa. E via di questo passo. Il futuro prossimo è insomma nell’Intelligenza Artificiale, il che significa anche nel totale e rivoluzionario cambiamento culturale che l’accompagna. Che va affrontato in fretta con grande apertura mentale, senza barricarsi nel recinto del passato. Solo così infatti è possibile cogliere anche le innumerevoli opportunità che dischiude in termini di crescita professionale e di business.



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